E’ ORA DI “FINIAMOLA”
Come si può vivere in un paese come questo in cui con la loro cialtroneria, tante persone, ben felici di esserlo – cialtroni – gongolano davanti al primo “potente di turno” che fa capolino, sia esso di “destra”, di “sinistra” o un “magnate” che sproloquia sul capitale lavoro, allorquando manca anche il lavoro stesso nella “repubblica democratica fondata sul lavoro”? Dove, pur di stringere la mano del “potente” che passa di là, si fa a gomitate, dove il culto della personalità è il virus che ha infestato tutti, ma assolutamente tutti, anche nel piccolo della quotidiana realtà?
Dove il nobile, storico lavoro del giornalismo, scevro da ogni influenza politica e di parte ha lasciato spazio alle chiacchiere che tanto piacciono alla “gleba”?
Nel paese in cui tutte le “libertà di nuocere” si identificano, politicizzandosi, sotto lo pseudonimo di “casa della libertà”, o “lega” o “alleanza nazionale” o “nuova DC” o …?
Nel paese rappezzato, tanto bene indossato da Arlecchino (sempre servo di due padroni, icona, quindi, di una bella fetta di “popolo”), in cui il “protagonismo”, la ricerca della visibilità e la conseguente “rappresentazione di sé” li rende tutti “molto importanti”, perché tutti hanno qualcosa da dire, da ridire, da “proporre secondo loro”, ma mai secondo quel che possa e debba servire davvero alla comunità?…
Qui manca tutto e manca, soprattutto, la dignità che deve poter distinguere un popolo libero e sovrano, come sarebbe dovuto diventare grazie al “risorgimento”. Chi è “risorto” qui con il “risorgimento italiano”? Non certamente il “popolo”, visto che era allora ed è rimasto, per una certa casta politica, astratta “entità” che si tende ad armare l’una contro l’altra, incrementando discriminazioni, sperequazioni, disuguaglianze sociali, ingiustizie e non permettendo al merito di distinguersi, ai giovani di accedere ad un futuro lavorativo, e quindi alla legittima dignità di poter fondare una famiglia non avendo lavoro!
Mi dici che cosa è cambiato dal lontano 1870?
Un popolo è tale soltanto perché lo decide chi lo “assembla”, consegnandolo in quel di Teano al “sovrano” o perché su tutto il territorio in cui questo si disloca, lo sente e lo vuole veramente?
Un popolo, che è una comunità che condivide e persegue le stesse finalità, gli stessi valori culturali, non avrebbe mai lasciato perdurare “separatismi” che, dal “latifondo” si è lasciato “sedurre”, in ben quattro regioni di questo paese, dalla mafia e dalle svariate cosche e associazioni a delinquere, che si sono esportate colonizzando tutto lo stivale …
Sono quelle stesse “cosche-caste” che hanno “fornito” a TUTTI GLI ITALIANI quella becera, corrotta classe politica. Le lobby, le “scalate”, gli interessi di parte non possono certamente permettere di legiferare sul “conflitto di interessi”. Molti essendo ricattabili da tutti gli altri.
Dov’è l’onestà intellettuale di chi si avvicina a Beppe Grillo o altri “Masaniello” e rimane, comunque, ad occupare l’aurea poltrona?…
Abbiano almeno la piccola dignità (ma non possono) di coerenza e facciano come farei io stessa e molti come me: escano, vadano a lavorare, prendano le distanze da quelli con cui, mai “ob torto collo”, condividono privilegi degni di Luigi XVI!!!
Quale è il rischio, che cada questo “governo”? Sarebbe una perdita così grande per il Paese? Questo, o quello precedente o l’altro ancora, da ben 80 anni, qui si pratica il “trasformismo” per mantenere “turnovers” che riciclano all’infinito sempre e comunque gli stessi, con gli identici, sempiterni princìpi: oligarchia e sudditanza.
La frammentarietà manifestata dal potentato delle “regioni” delle “province” e degli “enti” locali come le “comunità montane” fin sulle spiagge dello Ionio, sono il riflesso di questo sistema pernicioso che ha creato un tessuto sociale infetto, artefice e promotore di sistemi mafiosi, “genitore” del “delegato” – scusa “deputato”- a realizzare i “desiderata” e gli sporchi affari del “potente” che si serve, ovviamente, del “voto democratico” per dargli la poltrona!
Dov’è lo Stato, la laicità che ne garantisce l’equità sociale e di diritto, un Libero Stato e una libera chiesa (intesa, questa, non solamente come chiesa cristiana, ma come libertà di culto di tutte le espressioni di fede)?
Non credi che il problema nasca da un “non paese”, da una “educazione al favore”, piuttosto che al diritto?
Eppure è la “patria”, questa, del “diritto romano” della “civis” e della “ius”…ma è anche il “paese” che ha arso sul rogo Giordano Bruno, che non ammette l’esistenza del pensiero libero e critico, che “scomunica” , che non riconosce l’operato di Don Milani.
Certo: sto parlando di questo paese, ossia dell’impero vaticanense, non della “repubblica italiana fondata sul lavoro, in cui il popolo è sovrano”.
Sto parlando dell’oscurantismo dei “precetti” e della cultura dogmatica, della bassa educazione alla sempiterna genuflessione di fronte alla tortura della crocifissione.
Sto parlando dell’infamia che questo impero perpetua nel condannare pubblicamente chiunque osi decidere della propria esistenza, si tratti di convivenza civile, di divorzio o di interruzione di terapie che ne distruggono la personale dignità fino alla morte.
Sto parlando del rifiuto dei sacramenti a chiunque si trovi in queste “immorali” situazioni, a meno che non si tratti di Luciano Pavarotti, ben inteso, che, sebbene divorziato, risposato e padre di “due famiglie”, ha potuto avere “l’esimio onore” di funerali ecclesiastici!…
Gli altri poveri “cristi”, invece, sono immeritevoli, non hanno mica un nome risonante nel mondo intero, vero?!…Povero WELBY!…
VERGOGNA! Dico a tutti quelli che tacciono e che continuano a genuflettersi di fronte a Ratzinger ed ai suoi “ministri”: VERGOGNATEVI!!!
Così si crocifigge la morale, il pensiero, la volontà di dire NO!
Così si immola il diritto della persona, che ha il “sacrosanto” DIRITTO di esprimere la propria esistenza in un contesto di diritto pubblico, in cui “pubblico” non sia “appannaggio” di pochi, ma regola uguale per tutti.
Così si uccide “in utero” ogni volontà di vedere debellati “tutti gli ostacoli che limitano l’evoluzione di un popolo”.
Ma, dico io, la Costituzione italiana, per chi è stata scritta se non per un PAESE DEMOCRATICO IN CUI LA SOVRANITA’ viene esercitata dal POPOLO?
Colmo del colmo, il nascituro “partito democratico” arruola dei “poveretti” per raccogliere firme in un pseudo sistema “democratico” in cui si millanta la “partecipazione” dei cittadini per “eleggere” il NOMINATO Walter Veltroni, eletto in pectore, per decisione dei 45 saggi (?), unico “candidato” alla segreteria nazionale. Enrico Letta e Rosi Bindi, pur di non far perdere questa ennesima “truffa democratica” si sono proposti come alternativa all’ “elezione” del paladino…
Sapessi quanti ci credono! Tutti lì a fare il porta a porta per raccogliere firme su moduli prestampati con l’illusione di poter “concorrere” ad una “eventuale nomina-elezione” in un non meno identificabile “collegio”…Ma sui moduli “E’ VIETATO RIPORTARE IL NOMINATIVO DEL CANDIDATO: Tu raccogli fino a 150 firme, non una in più, poi penseremo noi ad inserire il nome del tuo candidato!”
Poveretti, mi fanno pena!…Ma sanno che Piero Fassino, per esempio, pur di raccogliere consensi in “Trinacria” (Sicilia), “discute”, tramite Casini, con il famigerato mafioso di nome Totò Cuffaro?…
Così facendo, potrà, successivamente chiedere a Provenzano, come si fa a debellare la mafia, no?…
Ma ci rendiamo conto, si o no, che dietro a questi pseudo “innovatori-riformisti”, c’è sempre e comunque quella “piovra”, senza la quale, povera Italia, nessuno di questi potrà “contare”?
Molte persone perbene, purtroppo, ci credono e non mollano, sperando di poter “cambiare le regole del gioco”. Ma i “trasformisti” sono dei “camaleonti” che non individuo solamente in un “cavaliere”….Che fare?…Non c’è peggior sordo di chi non voglia intendere!…
Sono veramente sgomenta, ragion per cui chiedo venia per questo “sfogo” che reputo, checché ne possano pensare alcuni “infetti”, democratico e libero.
Sono rientrata da appena un anno in questo “paese”, con mio figlio ora 19enne. Mi ero illusa di poter contribuire nel mio modesto operato culturale e politico a far cambiare qualcosa anche se piccola, ma qualcosa.
Risultato: sono targata di presunzione. Non mi stupisce: i “supini” detestano chi “sta in piedi”!
Gli ideali, la cultura laica, illuminista, voltairiana che mi porto dentro, fanno di me una “marziana”.
Qualcuno afferma che “non mi si i….ula nemmeno di striscio”…
E’ vero, come potrebbero, visto che non l’ho mai permesso a nessuno?…
E’ vero, altresì, perché, fra “uno, nessuno e centomila”, resto “uno”.
Ben poco, è vero, che delusione! Sprofondo attimo dopo attimo nel nullismo, nell’idiozia generale, nella incultura popolina che persegue il “lato b” delle ochette che sfilano per essere “incoronate” dal sempiterno “Baudo”…
Nani, letterine e ballerine sono l’ambizione tristemente, ma inesorabilmente iniettata nelle vene di questo “paese” in via di dissoluzione se il POPOLO SOVRANO tace, piegandosi alla rassegnazione.
Il Popolo italiano non DEVE più ammettere sperequazioni e discriminazioni, non deve più accettare che si umili il prossimo, che si umili chi è in difficoltà, che si lavori in nero, che si creino le nuove pericolose schiavitù, che si beffeggi l’intelligenza, che si accusi di tutto e del peggio chiunque tenti di far valere un pensiero critico. Bisogna essere coscienti, invece, che l’imbelle si fa strada utilizzando ogni mezzo, anche e soprattutto persone perbene che può “usare” come “biglietto da visita”. Deve sapere, altresì, che l’imbecillità dei “nati servi”, la facilità nel corromperli è la causa maggiore di tutti i malgoverni italiani.
Nessun Duce, nessun Berlusconi, nessun Bossi, nessun Calderoli e le sue immonde “porcate” sarebbero mai “nati” e giunti in “politica” o, peggio, nelle “case” della gente, se questo Popolo avesse avuto in egual misura il beneficio di condividere valori comuni, fondamentali per un Paese realmente democratico, realmente unito.
Il popolo, qui, invece, è, per una certa classe politica, una “letterina” che a seconda della “necessità” la si “include” nel “mosaico nazionale” o la si tiene in serbo qualora potesse servire. Un “surplus” strumentale al “regime democratico”, non l’elemento cardine della repubblica democratica!
Mi si potrebbe rispondere che altrove non va meglio, ma la mafia, la ‘ndrangheta, la sacra corona unita, le cosche di ogni ordine e grado, il comportamento mafioso, non esistono nell’educazione dei paesi europei avanzati come Francia e Germania, per esempio.
Noi abbiamo esportato, con la miseria dei nostri milioni di emigrati, anche tantissimo sapere, tantissima genialità, ma abbiamo esportato, ahinoi, anche la mafia…
Ragion per cui in molti , nel mondo, ci vedono – ed hanno ragione- come il paese in cui vige, ora più che mai, il qualunquismo, l’arroganza, l’ignoranza e la mediocrità: la “società malavitosa” per eccellenza, organizzata nelle Istituzioni, nei partiti e quindi nella politica.
Se ci fosse stata un’ educazione estesa al senso civico, all’interesse generale, nessun Roberto Saviano vivrebbe nascosto e sotto scorta, perché condannato dai suoi stessi compaesani per aver denunciato le collusioni camorriste in terra campana!
Nessun Falcone, nessun Borsellino, nessun Dalla Chiesa sarebbero morti ammazzati (e quanti altri ancora…) se, anche se abbandonati dalle “Istituzioni”, avessero potuto ricevere il plauso della gente.
Ora li venerano post mortem… Li citano ad esempio di equità, di valore, di coraggio.
Che ipocrisia! Vergogna!
Che ne sarà di Luigi De Magistris, adesso?!
Basta così, si è oltrepassato il limite della sopportazione e non solamente fra i giovani di “ammazzateci tutti”.
Siamo coscienti che i malviventi in politica esistono perché in molti li hanno voluti. Perché la “massa” è scientemente disinformata, quindi mantenuta nell’ignoranza e pertanto strumentalizzata “ad ogni buon fine”, perché costruita così ad hoc, a suon di “nacchere”, di “genuflessioni”, di “panem et circenses”!…La politica italiana e molti (troppi) “politici” sono, pertanto, nel loro insieme, lo specchio di questa realtà, nella quale non mi riconosco e che rifuggo, ma che mi fa piangere di rabbia e di orgoglio. Perché sono un’italiana anch’io!
Non cerchiamo colpe altrove, quindi, ma lavoriamo insieme per perseguire obiettivi comuni, altrimenti bisognerà aspettare ancora moltissimi anni perché i ragazzi di Locri, Don Milani, Don Ciotti, diano a questo Paese un bel NO a quegli indegni “italiani” che hanno dato loro, da decenni, altrettanto indegni “politici” a mò di governanti!
Roma, 29 settembre 2007 Marisa Corazzol